Come protette dalle antiche mura dei borghi, le attività artigianali delle Marche sono un vero e proprio tesoro nascosto, ancora tutto da scoprire. Fin dall’antichità la popolazione di questa regione si dimostrò particolarmente operosa, facendo fronte abilità a qualsiasi tipo di esigenza. I fabbri, per esempio. piegavano all’occorrenza i ferri il ferro in due eleganti volute, oppurei falegnami, chiamati marangoni, sapevano costruire variopinti birocci ed i cassoni per le spose. O ancora i muratori che, alternando la creta dei mattoni a quella del vasellame,svilupparono abilità da veri ceramisti. Non da meno le donne, che producevano eleganti tessuti, splendidi merletti al tombolo e utili paiarole, i cesti di vimini. Una florida tradizione che vive ancora oggi, mescolando mestieri secolari con sapiente vocazione artistica. Stupefacente la varietà dei prodotti, un vero e proprio microcosmo di attività nobili e radicate. Castelfidardo è uno dei principali centri mondiali per la produzione di fisarmoniche. Questo piccolo, festoso strumento fu introdotto in città nel 1860, in occasione della sconfitta dello Stato Pontificio ad opera delle truppe piemontesi. Famosa anche la manifattura di pipe in radica e l’oreficeria. A Urbania, l’antica Castel Durante, è fiorente la tradizione della miolica, celebre fin dal XVI secolo, di cui si apprezzano splendidi esempi nelle collezione del Palazzo Ducale e del Museo Diocesiano. Numerosi in estate i corsi didattici per apprendere i segreti di questa nobile arte. Nella città si visitano inoltre botteghe dove si lavora la lana ed il ferro battuto. A questo patrimonio dal gusto tipicamente rurale si fondono poi le numerose feste e rievocazioni storiche, capaci di restituire ai turisti il volto più autentico della regione, per una serie di emozioni continue. Oltre ad offrire un tuffo nel passato, permettono di apprezzare le bellezze dei centri all’interno di eventi di grande fascino che determinate usanze e festività hanno sulla comunità locale. Molteplici le opportunità per apprezzarle in tutto il loro splendore, indipendentemente dalla stagione. Si va dal Carnevale di Fano, il più antico d’Italia, a quello di Ascoli Piceno e a quello di spettacolare di Offida. Il primo documento in cui viene citato il carnevale di Fano risale al 1347. Secondo la leggenda nacque in occasione della riconciliazione tra le due più importanti famiglie del borgo – i Del Cassero e i Da’ Carignano – coinvolgendo fino ai nostri giorni tutta la popolazione. Caratteristica dei festeggiamenti è il tipico “getto” di caramelle e dolciumi che piove dai carri allegorici. Il carnevale di Offida prevede due momenti: “Lu Bov Fint” durante il venerdì grasso, con le scorrerie di un finto bove, ed il martedì con la “Sfilata dei Vlurd”, che corrono in piazza a “bruciare il Carnevale”. I momenti della passione sono rievocati a Mogliano, Pennabili, Villa Musone di Loreto e ne “La Turba”, antica e suggestiva rappresentazione sacra, risalente al 1260, che si svolge a Cantiano. In diverse località, come a Castelraimondo e Servigliano, in occasione del Corpus Domini, si tengono le “infiorate”, mentre la notte del 9 Dicembre si celebra la festa per ricordare la “Venuta della Santa Casa”, accendendo fuochi sulle colline intorno Loreto. A settembre, ad Ancona, si celebra la Festa del Mare. Da non perdere le sagre e le feste del mare di: Pesaro, Fano, Marotta di Mondolfo, Senigallia, Marina di Montemarciano, Porto Recanati, Civitanova Marche, Porto San Giorgio, Pesaso, Cupra Marittima. In estate da vedere la celebre Quintana di Ascoli Piceno, la Contesa del Secchio e Sant’Elpidio a Mare, la Cavalcata dell’Assunta a Fermo, il Palio di San Giovanni a Fabriano e la Disfida del Bracciale di Treia, in onore del grande giocatore di pallone col bracciale Carlo Didimi, ricordato da Giacomo Leopardi nell’ode a lui dedicata. A Offagna si tengono le feste medievali, dove grande spazio è dato alla Contesa della Crescia, una sfida in armi tra i quattro rioni del paese, mentre a San Severino Marche si svolge il Palio dei Castelli, con la pittoresca Corsa delle Torri. Curiose la rievocazione dei Giuoco dell’Oca a Cagli, con 54 tabelloni raffiguranti personaggi, arti e mestieri cagliesi, e quella del Palio della Rana a Fermignano, che prevede la corsa delle rane in carriola. Più fiabesca la Discesa delle Fate che si tiene a Pretare, nell’indimenticabile cornice dei Monti Sibillini. Eventi anche d’inverno: particolarmente amato dai marchigiani il Natale, considerato la festa più importante dell’anno e celebrato in molti modi. Indibbiamente affascinante e assai sentita la tradizione dei presepi viventi, allestiti in numerose località. Davvero bello quelli che si tiene a Genga, immerso nello splendido scenario della Gola di Frasassi, con oltre 200 raffiguranti che, indossati i tradizionali costumi, rievocano la Natività. Famosi, tra gli altri, anche i presepi di Precicchie, di Poggio San Marcello, di Comunanza (con oltre 600 figuranti), di San Severino Marche, di Morrovalle e di Altidona.
