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Il Conero, il birdwatching e la biodiversità

La LIPU (Lega italiana protezione uccelli) inserisce il Conero tra i 10 luoghi sacri del birdwatching (osservazione degli uccelli) in Italia. La notizia, riportata a Febbraio dal quotidiano la Repubblica, è un riconoscimento straordinario che conferma la validità di quanto sinora fatto dall’Ente Parco e, in questo caso, grazie anche ai collaboratori che prestano il loro supporto a cominciare da Marco Borioni che cura l’esperienza del campo di osservazione. Un riconoscimento non del tutto inatteso per il Parco del Conero, considerando che nel nostro paese le aree protette sono circa 1200 quindi arrivare nella top ten è un traguardo di rilievo, ma che certamente rappresenta un segnale incoraggiante per questo anno dedicato alla biodiversità dell’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite, al fine di destare maggiore attenzione  verso la conservazione, oggi a rischio.

La presenza della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) all’interno del Parco è discreta, ma preziosa. Lo sanno bene poiane, gufi e falchi che – dopo essere stati curati e riabilitati – possono tornare ad assaporare l’ebbrezza della libertà in un’area protetta. Così senza tanto clamore, magari in un giorno di gennaio come è accaduto per l’ultima poiana, i boschi del parco offrono di nuovo rifugio e cibo a questi splendidi rapaci, fondamentali per la salute degli ecosistemi. Anzi, di più: la loro presenza è sintomo di una natura in equilibrio nella suo diversità. E per chi gestisce il parco o semplicemente ne condivide la bellezza, questo è senza dubbio una bella “ricompensa”.

Insomma , il Conero è un Parco da primato, e ce ne sono delle altre, numerose, di iniziative previste dall’Ente Parco, a cominciare dalla presentazione del piano di gestione faunistico che rapprensenta un’aggiornata analisi di questo patrimonio e nel contempo l’indispensabile riferimento per una gestione seria e corretta scientificamente. Il nuovo strumento già nel corso della fase preliminare è stato utile per impostare la problematica cinghiali su un percorso metodologicamente corretto.

Sarà occasione per rilanciare la grande biodiversità vegetale del territorio di appena 6000 ha in cui sono state censite 1155 specie vegetali, con una densità che supera la media regionale e si pone dunque tra i territori più ricchi in questo settore. Lo stesso Ministero dell’Ambiente ha recentemente inserito il Conero tra la decina di IPA (Important Plants Area) della Marche, cioè aree strategiche sul piano nazionale per la conservazione delle piante. E questo fa seguito al riconoscimento a livello europeo di zone SIC e ZPS, legato alla presenza di ricchezza di habitat o specie importanti a livello continentale. Altro importante appuntamento sarà il consueto campo di osservazione della migrazione dei rapaci giunto alla decima edizione; su questa esperienza sarà quindi possibile sintetizzare e divulgare le preziose informazioni acquisite che concorrono indubbiamente a cogliere la straordinaria significatività di tale fenomeno.

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