Il colore rosso cupo è la particolarità che non ci si può scordare. Quel colore rosso intenso che è difficile mandar via se, per errore, finisce sui vestiti, che rimangono così macchiati per sempre da questa perla dell’enologia marchigiana, tanto rara quanto antica. A Serrapetrona, dove la collina si confonde con la durezza degli Appennini, viene creato questo vino-spumante rosso, la cui produzione è da sempre molto limitata, tanto che nel 1863 si diede per estinto il vitigno. Si narra che già nel Medioevo un soldato polacco rimase talmente affascinato da questo vino da coniare un detto sulla fortuna di questi luoghi, che è ancora oggi rimasto nel detto locale. Gli anni passano e la storia fa il suo corso, l’uva ferma ad essiccare nei graticci prima di essere spremuta, e questa perla di colore scuro continua a farsi desiderare, ad essere prodotta in quantità limitata, nonostante il riconoscimento DOC nel 1971. Ma le cose più rare sono anche le più preziose, così quella bottiglia al centro della tavola, con quel liquido scuro all’interno, marchierà per sempre i ricordi di ogni famiglia.
